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LA PRESENTAZIONE DELLA FISOPA
21 10 2009 - 22:17:23 | articolo letto 0 volte

LAPAROSCOPIA: LAS INTERVENCIONES DE CIRUGIA MIINVASIVA EN AUMENTO ...

CONGRESSO SICOP: PER EVITARE ERRORI I CHIRURGHI DIVENTANO PILOTI

CHIRURGIA PRIVATA: PER AVERE GIUSTIZIA CI RIVOLGEREMO AL MINISTRO ...

RELAZIONE XI CONGRESSO NAZIONALE SICOP
20 04 2010 - 17:32:01 | articolo letto 138 volte
RELAZIONE DELL’XI CONGRESSO NAZIONALE SICOP
La chirurgia laparoscopica italiana sale ai primi posti nel mondo anche grazie alla sempre maggiore diffusione di questo tipo di interventi nella sanità privata accreditata.
I chirurghi della sanità privata accreditata hanno scelto Roma per celebrare i 20 anni dall’introduzione in Italia della chirurgia mini invasiva.
Si è svolto dal 15 al 18 aprile all’insegna della laparoscopia, l’ XI° congresso della Sicop, l’associazione che riunisce i chirurghi che operano nelle strutture private e religiose accreditate italiane.
La sanità privata accreditata ha un ruolo fondamentale all’interno del servizio sanitario nazionale poiché copre il 20 per cento delle strutture presenti su tutto il territorio. Ad essa fanno capo circa undicimila medici.
La chirurgia dei “tre buchini” come più semplicemente vengono definiti gli
interventi in laparoscopia, negli ultimi due decenni è diventata la punta di diamante in gran parte delle strutture private accreditate, a conferma che anche all’esterno del servizio pubblico la ricerca e la sperimentazione svolgono un ruolo fondamentale nel garantire ai pazienti le più moderne
metodiche a difesa della loro salute.
“La laparoscopia- hanno ricordato Giovanni Salvini ( Responsabile della UOS di Chirurgia Laparoscopica dell’H FBF Isola Tiberina) e Raffaele Nudo ( Primario di Chirurgia della Fabia Mater) presidenti del congresso Sicop- è sempre più presente nelle sale operatorie della sanità privata accreditata”
Il successo della chirurgia mini invasiva nelle strutture accreditate si spiega con la necessità nel privato di avere un confronto sempre più diretto con l’utenza e con le esigenze dei pazienti.
E’ da questo rapporto ravvicinato con l’utenza che cresce nel privato la necessità di erogare servizi sempre più efficienti.
“La laparoscopia in questi ultimi venti anni ha conquistato spazi sempre maggiori in tutti gli ambiti di applicazione: dalla chirurgia epatica, splenica, colica pancreatica, esofagogastrica, uroginecologica, fino a ricoprire un ruolo di primo piano nei trapianti di organo” ha aggiunto Massimiliano Mungo,
presidente della Sicop.
Al congresso organizzato dalla Sicop, che si è svolto all’Hotel Villa Pamphili, hanno partecipato i bisturi più affermati d’Italia nel campo della laparoscopia, ai quali è stato affidato il compito di illustrare gli ultimi traguardi raggiunti dalla chirurgia mini invasiva. Il congresso, al quale hanno partecipato anche i chirurghi delle altre società scientifiche, ha potuto dimostrare, con l’ampia documentazione illustrata dai relatori e con i partecipati dibattiti che ne sono seguiti, l’alto grado di professionalità e le molte eccellenze delle sale operatorie italiane, siano esse pubbliche, universitarie o private accreditate.
Ma al congresso Sicop non si è parlato solo degli aspetti scientifici della chirurgia.
Purtroppo sempre più spesso la sala operatoria rischia di diventare l’anticamera del tribunale.
I rapporti giuridico legali fra chirurgo e paziente sono stati al centro di un vivace talk show al quale hanno partecipato i rappresentanti delle varie categorie che interagiscono con questo tema.
Katia Summaria, pubblico ministero al Tribunale di Roma ha messo in evidenza gli sforzi che si stanno facendo per enucleare un sistema di regole che disciplinino la materia. Secondo il magistrato del foro romano qualcosa sta cambiando nel difficile rapporto fra chirurgia e aspetti giuridici, ma i mutamenti tardano ad essere recepiti.
La prevenzione, secondo alcuni penalisti che hanno partecipato al dibattito è l’arma più efficace per mettere al riparo i chirurghi dai pericoli inevitabili che si corrono esercitando la loro attività.
Il rappresentante dell’ associazione Amami, che ha capovolto il problema chiamando alle proprie responsabilità chiunque denunci un medico che poi risulti innocente, ha annunciato che dal legislatore sono state accolte le istanze della categoria e ha ricordato che dal prossimo anno entrerà in vigore una norma che introdurrà una camera di conciliazione delle parti con sanzioni per chi rifiuta il patteggiamento e poi ottiene un verdetto negativo nei confronti della sua azione legale.
Infine l’avvocato Francesco Di Mauro, legale del’Ospedale FBF Isola Tiberina, ha ricordato che la depenalizzazione della responsabilità dei medici avrebbe potuto essere la strada più efficace per frenare l’ondata di processi che coinvolgono la categoria (tenuto soprattuitto conto che la stragrande maggioranza dei procedimenti si risolvono con una assoluzione).
Purtroppo l’attuale governo che pure inizialmente si era dimostrato disponibile per questa soluzione ha infine deciso di abbandonare il progetto.
E’ stata inoltre chiamata in causa anche la responsabilità dell’ informazione nel gonfiare le vicende che riguardano i medici, e i chirurghi in particolare, per cavalcare un facile successo fra il pubblico a danno di un corretto uso delle notizie.
Molti partecipanti al dibattito si sono trovati d’accordo nel rilevare che la presenza dei chirurgi sui media, dove si tende troppo spesso ad associare la loro attività alla “malasanità”, non dipende solo dalla cattiva informazione, ma anche dalla scarsa propensione dei medici a comunicare tutto quello che di buono fa ogni giorno, e in tutta Italia, questa categoria dalla quale dipende la salute e la vita stessa di gran parte degli italiani.
NASCE LA FEDERAZIONE SCIENTIFICA DELL’OSPEDALITA' PRIVATA ACCREDITATA
22 10 2009 - 17:17:44 | articolo letto 171 volte



